Un sogno fatto di farina e tanta passione!

Mi chiamo Dario, classe 1983 e ho un sogno nel cassetto: aprire una bakery in Olanda. Questo strambo tarlo mi si è insinuato nella materia grigia quando (ormai molti anni fa) mi trasferii nel Paese dei tulipani per un tirocinio. Era il lontano 2012 e lì feci l’incontro con due “personaggi” fondamentali che hanno cambiato la visione della mia vita. Il primo è l’amore per una cultura meravigliosa, racchiusa in poco meno di 7500 chilometri quadrati. Diciassette milioni di persone immerse in un mare di ruote e raggi di biciclette. Un luogo nel quale si è costantemente cullati da scampanellii su una rete di piste ciclabili inimmaginabile per uno che non viene da quel tipo di cultura. Un posto fatto di calma, dove il tempo per se stessi è ancora un bene primario, non una cosa da dare per scontata. Un luogo fatto di acque placide ingabbiate in canali che si diramano in ogni angolo di ogni città.

Il secondo “personaggio” che ho incontrato in quell’esperienza fondamentale è stato la cucina. Prima di allora, avevo vissuto sempre con i miei genitori, in balia di una mamma (se stai leggendo, grazie!) attaccatissima alla propria cucina. Non lo dico in senso metaforico. Dico proprio che la cucina non poteva essere toccata, tranne che da lei. Per questo, la mia esperienza ai fornelli si riduceva al latte caldo al mattino e un caffè.

Catapultato fuori dal focolare domestico, così rassicurante e ovattato, dovetti arrangiarmi. Iniziai a sperimentare ricette. Annusare aromi. Scegliere gli ingredienti in maniera parsimoniosa e attenta. Mi sono ritrovato a sbagliare clamorosamente le cotture, a toppare gli accostamenti e addirittura confondere gli ingredienti. Ricordo ancora con il sorriso quando misi in padella i cetrioli al posto delle zucchine. Non li avevo riconosciuti dal fruttivendolo (VERGOGNOSO!!!!) e la lingua non è che mi aiutasse: komkommer e courgette non avevano niente di vicino alle parole presenti nel mio personale dizionario. Parallelamente ho iniziato a sfornare dolci, con discrete soddisfazioni grazie ai feedback ricevuti da chi li assaggiava. Non c’era niente di più bello che vedere il sorriso delle persone mentre gustavano estasiate le mie creazioni. Soprattutto il tiramisù. Questo tenetelo da conto perché tornerà a farsi largo nel discorso più avanti. Comunque, quello fu il momento nel quale il mio cervello scattò, con un rumoroso click. 

Dopo quel tirocinio sono tornato in Italia, mi sono laureato (sono un geologo se ve lo state chiedendo), mi sono trasferito in UK per un PhD e infine sono ritornato in Italia per svolgere il lavoro attuale.

In tutto questo tempo, ho condiviso la mia anima e il mio cuore (in maniera a dir poco burrascosa) con quella che è poi diventata mia moglie (ladies and gentlemeeeen… Eleonora!!!) con la quale ho due figli, un cane e un mutuo. Mi direte: “vabbè, ma che ce ne frega a noi?”. Fortuna vuole che anche lei condivida la mia stessa passione per le Netherlands e per i dolci. Insieme avevamo messo a punto questa bizzarra idea di aprire un laboratorio artigianale di tiramisù monoporzione e di farlo proprio lì su, dove il Mare del Nord incontra il continente europeo. Ho girato un po’ l’Olanda (tra cui un viaggio di nozze on the road in tutto il Paese) e non mi è proprio sembrato di vedere un’attività commerciale del genere. L’idea quindi è attecchita e si è radicata nelle nostre menti. Tutto il progetto è già stato disegnato mentalmente e, al momento, sta lì: chiuso nella soffitta della mia memoria a prendere polvere. Pronto ad essere tirato fuori all’occorrenza!

Bene. E ora?

E ora è un gran casino… Non è mica facile fare una cosa del genere! Eppure, chiamatemi scemo o come volete, io non mi sono mai arreso e ho sempre continuato a credere in quel sogno.

Ho seguito un corso professionale di pasticceria e ho aperto un canale Youtube dentro il quale cerco di riversare tutta la mia passione e nella quale cerco di insegnare quello che ho imparato a mia volta. Una sorta di valvola di sfogo o un’àncora di salvezza. Quell’àncora che mi ricorda qual è l’obiettivo che voglio raggiungere e che, seppur lontanissimo, sta lì e mi aspetta.

Poi dopo ci vorranno i soldi. Probabilmente tanti, ma non è questo il luogo dove farci svilire da una cosa così materiale come il denaro. Sono convinto che se si vuole fortemente qualcosa, il modo di farla lo si trova. Questo è il bello dei sogni.

Di passi da fare ce ne saranno innumerevoli. L’importante è non fermarsi.

Dario